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Silvia Giordano

La mia casa mi parla

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La mia casa mi parla

Quando ci siamo incontrate è stato subito amore. Stavi lì, camminavi in punta di piedi e con gli occhioni spalancati a 360 gradi cercavi e cercavi a tutti i costi qualche difetto per mettermi in discussione e non prendermi.
Avevi paura. E’stato così che tutte le altre sono state scartate, io lo so, la scusa era : “non è luminosa; non è abbastanza grande; non è abbastanza piccola…”
Ma non stavi prendendo tempo, in realtà stavi aspettando me.
Le mie finestre sui tetti, quella luce speciale di fine agosto-settembre hanno vinto tutte le tue paure, quello gnomo disegnato sulla parete del terrazzo, colorato di verde ti ha convinto che non sarebbe stata una scelta borghese, che ogni casa ha la sua vita dentro e che la tua non sarebbe stata mai quella che non volevi.
La disposizione delle mie stanze ti ha rassicurato poi sulla libertà, ti avrei lasciata andare, rientrare come volevi, sarei stata come una nave, una nave sul cielo.
Quei terrazzi un po’ parigini erano la mia ultima seduzione che ti evocava viaggi e nord Europa, che ti ricordava sempre di sognare un po’.
Ti vedevo piroettare da una stanza all’altra, ti vedevo non trovare un difetto e ti vedevo illuminata dalla scelta e difendermi poi dalle critiche di tuo padre, segno che ormai avevi deciso: sarei stata io la tua casa.
Adesso siamo felici:spalanchi le finestre, ogni giorno mi mandi quest’aria primaverile insieme alle foglie delle piante sui terrazzi, per molto tempo non hai nemmeno messo la musica, perché volevi sentire solo me, solo i miei suoni, le mie parole che insieme alle tue volavano per il soggiorno.
Le fermavi poi sui fogli e scrivevi. Io amo tutto il tempo che stai lì a scrivere è un modo bellissimo di stare insieme, silenzioso ed emozionante.
Poi un giorno è arrivata anche lei, la piccola Ginger, la tua gatta. Da allora io mi sono sentita vissuta in ogni angolo da te, da lei; da lei che corre, da te che ci giochi, non c’è più un punto, non c’è più un luogo senza vita ora dentro di me. Non c’è un angolo dimenticato, una stanza non vissuta, è tutto condiviso, con un po’ di disordine, un po’ di caos creativo:fogli che volano e matite che si perdono in giro tra porte sempre aperte.
Lo gnomo colorato di verde sul terrazzo non c’è più, tuo padre lo ha fatto ricoprire di grigio ma io lo so che di notte ritorna e ti sorride.




Silvia.



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mia, casa, parla

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  • Áreas temáticas:

    Another Europe is possible (under construction)
    • D) Other
  • Autor - autores

    Silvia Giordano
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