Início » Enviar/Modificar » NICHT SO BÖSE

Narration Tip a friend
Special Winners 2010

NICHT SO BÖSE

Download

POR-1.pdf [745,45 kB]

As rodas sulcavam a calçada. A leve e morna brisa do anoitecer entrava pelas janelas abertas. A estrada estava ligeiramente iluminada por sonolentos lampiões e à beira dela eram ainda bem visíveis as vazias áreas de depósito das bombas. Viajávamos com destino a Hamburgo. Estávamos em 1953. Eu tinha 12 anos, estava a entrar na puberdade com a cara cheia de borbulhas e a voz que começava a mudar.
Éramos quatro dentro daquele carro. O meu pai, a minha mãe, a minha irmã mais velha e eu. Tínhamos dado uma volta pela Europa. Atravessámos a Alemanha, o Passo do Brennero, fomos ao Lago de Garda e depois voltámos para trás passando pelo Lago de Como, Passo de S.Gottardo e de novo atravessámos a Alemanha para regressar a casa, a Copenhaga.
A Alemanha tinha estado em guerra, agora oito anos depois de o conflito ter acabado, tudo tinha sido reorganizado com um plano metódico As estradas tinham sido reconstruídas, pelo menos as vias urbanas, mas as casas ainda se encontravam em ruínas, por efeito das bombas. Paredes negras, ruídas, casas sem tectos, casas onde nenhum dos muros ficara de pé. Buracos abertos que antes eram janelas. Árvores e silvados que cresciam no meio dos escombros e conferiam a tudo um ar de optimismo: pode-se destruir tudo, arrasar completamente uma cidade, mas uma árvore essa ganha novamente raízes e crescerá não obstante tudo.
(...)

Attachment

commento di ellias aionitoaie

commento di Francesco d'Avino

Commento di Nicola Bartoletti

Add a Comment Comments (3)

Log in or create a user account to comment.

  • Áreas temáticas:

    Pathways through Europe (through its diversity)
    • C) My story within the history of Europe
  • Autor - autores

    Special Winners 2010
  • Secção, da qual você participa:

    Narrations
  • Linguagem (Exigida):

    Texts
  • Línguas usadas para o trabalho (Exigidas):

    English
  • Lugares geográficos, nos quais, os eventos foram pesquisados, narre-os:

    Vienna, Budapest, Milan
  • Geographic location

    Budapest
  • Período, ao qual, os acontecimentos narrados se referem:

    1910 - 1960
  • Country where the events narrated took place (if you want to select more countryes press ctrl and choose the countryes you want)

    Austria

    Italy

    Romania

  • Indique se o trabalho já foi publicado em parte ou integralmente:

    Yes, fully
  • Eventuais publicações antecedentes – integrais ou parciais – do trabalho, participação concorrendo a prêmios, etc. (Exigido):

    Eurobiographia 2, Università Popolare Editrice Roma, 2010

Comments

Commento di Nicola Bartoletti



Il racconto parla di un ragazzo dodicenne, Leif, che affronta un viaggio attraverso l’Europa, in auto, insieme alla sua famiglia. Il narratore,passandoci, parla Della Germania come un enorme cantiere stradale, con case bucate, depositi per le bombe e rovine lungo la strada tutto ciò grazie al passaggio della guerra. L’Italia la descrive come un paese tiepido, sporco e povero e la Svizzera come un paese ricco e costoso.
Mentre il narratore sta percorrendo una strada buia suo padre si accorge di aver forato un pneumatico e quindi si accosta ad un marciapiede per sostituirlo. Quando il ragazzo scende dalla macchina si accorge che sotto un lampione c’è un soldato nazista senza una gamba che lo sta fissando.
Per sostituire il pneumatico Leif si sporca ed esclama: “Merda” e il soldato lo guarda e gli dice nicht so bÖse (non fa niente) e il ragazzo lo guarda male. Subito dopo il ragazzo rientrando in macchina incrocia lo sguardo con il soldato e se ne va.Dopo 55 anni quest’uomo ricorda ancora ciò che fece,pieno di vergogna, da ragazzo.

Mi ha colpito principalmente come il ragazzo adolescente guarda con disprezzo il soldato tedesco senza una gamba e senza una casa.
Un’altra cosa che mi ha colpito è la descrizione che il protagonista fa dei luoghi che visita.







commento di Francesco d'Avino

Questo brano parla di un ragazzo di 12 anni,Leif, che sta facendo una vacanza con la sua famiglia passando dall’Italia, Svizzera e Germania ,dove nota le macerie che aveva provocato la seconda guerra mondiale.
Una sera mentre il ragazzo e suo padre cercano un letto per la notte gli si buca la ruota, allora si fermano per cambiarla e sull’altro ciglio della strada c’era un ex-soldato tedesco senza una gamba che li fissava. Leif, dopo aver cambiato la ruota, gli lancia un occhiataccia e parte.
Ora dopo 55 anni ci riflette e si vergogna.
perché Leif dopo tanto anni riconosce il proprio errore, come spesso faccio anch’io.
Ovviamente ho soli 15 anni, però quando sono evidenti li riconosco.

commento di ellias aionitoaie

Questo racconto parla di un ragazzo di 12 anni che girava con la sua famiglia per tutta l’Europa. Lui racconta di questo lunghissimo viaggio che ha trascorso con tutta la sua famiglia in una macchina piccolissima. Un sera suo padre cerca un hotel per andare a dormire ma non c’è niente di aperto in quella sera buia e fredda. Leift dice che sua sorella si appoggia sulla spalla di sua madre e si addormenta, suo padre e Leift cercano un hotel, ma non c’era niente di aperto a quell’ ora, così si misero a viaggiare e viaggiare. Ad un certo punto suo padre e Leift sentono un grande rumore provenire da dietro la macchina e così suo padre ferma la macchina e scende. Va a vedere cosa fosse successo e ritornato indietro dice alla moglie e alla figlia di restare in macchina perché lui e Leift vanno a cambiare la ruota della macchina. Leift, appena uscito dalla macchina, davanti a lui c’è un tedesco senza una gamba. Lui pensa forse colpa della guerra, ma lo guarda male come se fosse una nullità. Leift così facendo toglie lo sguardo dal tedesco e va ad aiutare il padre, prende la ruota di scorta e la porta al padre. Il padre la cambia con quella bucata e Leift preleva la ruota bucata e la porta al posto di quella di scorta. Quando la mette all’interno dell’ auto, si accorge che si è sporcato le mani di olio ed esclama : “merda!” E suo padre:”Leift non si usano quelle parole”. Il tedesco in quell’ istante dice:” NICHT SO BOSE”, cioé “non te la prendere”,e lui lo guarda molto ma molto male e sale nella macchina. Suo padre saluta il tedesco con molta gentilezza e apre lo sportello della macchina e accende il motore, così partono. Leift dice che anche adesso dopo 55 anni, ricorda la sensazione che lo riempì fino al midollo: VERGOGNA
.Io ho scelto questo tema perché parla di un sentimento di tutti noi esseri umani , cioè la vergogna. Vergogna di prendere in giro gli altri , la vergogna di guardare male o giudicare male una persona che non si conosce e che abbiamo visto una sola volta nella nostra vita , che si giudicano senza neanche averle conosciute e parlato.