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CASA LUZZI, VIVE !!!!
Adrian, Jon, Joana, il cane Bobbi; Diop, Cristi, Eusebio; Gheorghe, Adil, Vieri, Mao, Giana e tanti tanti altri. Abitano tutti al Luzzi, grande struttura ospedaliera sulla strada che porta a Monte Morello, da anni abbandonata all’incuria ed al degrado. Un ex sanatorio di proprietà dell’Azienda Sanitaria di Firenze, situato nel verde delle colline residenziali ai confini tra due diversi comuni: quello di Vaglia e quello di Sesto Fiorentino. Uno stabile enorme, attualmente occupato da circa trecento immigrati provenienti da diversi paesi del mondo e dal Movimento di Lotta per la Casa di Firenze, da sempre vicino a quanti, senza casa, lottano ogni giorno per affermare che questo diritto non può e non deve essere negato. Un’occupazione, quella del Luzzi che, da maggio 2006, ha destato non poche polemiche e preoccupazioni ma anche interesse, curiosità e solidarietà. “Casa Luzzi”, cosi viene chiamata, oggi è una vera e propria “comunità” multietnica. La struttura, composta da più edifici dislocati su superficie di circa 30 ettari, si trova a circa 5 Km da Firenze, in un’area compresa fra la Via vecchia Bolognese, la villa Demidoff, il monte dell’Uccellatoio ed il torrente Mugnone, ad un’altitudine di circa 500 metri sul livello del mare. Al suo interno, troviamo spazi collettivi, un cinema, una cappella servita nel passato come luogo di culto anche per la zona circostante e oggi utilizzata per le stesse finalità dagli occupanti e una pizzeria. Al Luzzi ci sono tanti minori da mandare a scuola, nazionalità differenti, modi di vita e fedi diverse; per gli occupanti, il problema più grande rimane quello dell'inserimento lavorativo oggi che, dopo le continue ed incessanti richieste da parte del Movimento di Lotta per la Casa, la Regione ha finalmente messo a disposizione un mezzo per trasportare i bambini nelle varie scuole cittadine. L’ex sanatorio Luzzi oggi, oltre che un'importante esperienza di convivenza, è sicuramente un prezioso pezzo di patrimonio pubblico e, soprattutto, una ghiotta occasione speculativa. Oggi è la risposta concreta alle necessità abitative di oltre 300 persone che, grazie al sostegno del Movimento di Lotta per la Casa, hanno trovato una sistemazione pur nella enorme precarietà esistenziale. La storia del Luzzi è semplice.
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