The Award 2009-2010
Text of the award 2009-2010
Тук е текса на изминалото издание на приза „Разказваме Европа!"
Проектът «Европейски памети” има удоволствието да покани всички европейски граждани – мъже и жени от всички възрасти и култури да участват в автобиографичния конкурс «Разказваме Европа»
Посредством тази инициатива ние желаем да покажем хилядите истории и лица, които съставляват нашата Европа.
Истории от миналото и настоящето, но така също и мечти, желания и утопични фантазии, които също могат да ни помогнат да си представим и да ни пренесат в една друга възможна Европа.
Winners Narrating Europe 2009 - 2010
Il concorso ha visto la partecipazione di circa 400 storie in sette diverse lingue, suddivise tra testi autobiografici e biografici, video, audio narrazioni, foto narrazioni.
La selezione è avvenuta dapprima a livello nazionale; tutte le storie sono state lette ed esaminate, e si è arrivati così alla scelta di 34 lavori; tra questi si è effettuata, quindi, una seconda selezione da parte di un gruppo europeo di giurati di tutti i paesi partner del progetto.
Il concorso “Raccontare l’Europa!”
“Il progetto European Memories è lieto di invitare i cittadini europei, donne e uomini, di ogni età e provenienza culturale, al concorso auto-biografico ‘Raccontare l’Europa!’. Attraverso questa iniziativa vogliamo contribuire a rendere visibili le migliaia di esperienze e i mille volti che compongono la nostra Europa”.
Era questo l’incipit dell’annuncio con il quale il premio “Narrating Europe!” (Raccontare l’Europa!) invitava cittadini e abitanti dell’Europa a narrare le loro storie. Il concorso ha visto la partecipazione di circa 400 storie in sette diverse lingue, suddivise tra testi autobiografici e biografici, video, audio narrazioni, foto narrazioni.
La selezione è avvenuta dapprima a livello nazionale; tutte le storie sono state lette ed esaminate, e si è arrivati così alla scelta di 34 lavori; tra questi si è effettuata, quindi, una seconda selezione da parte di un gruppo europeo di giurati di tutti i paesi partner del progetto. Il risultato della scelta sono state le storie che potrete leggere nella pubblicazione finale.
Non è stato facile operare delle scelte tra tanta ricchezza di storie… Il premio, lo sappiamo è un pretesto, un’occasione, e ogni storia – ne siamo sicuri – rappresenta un contributo di conoscenza unico e importante. Eppure una scelta andava fatta! Proviamo allora a condividere il significato del percorso compiuto e dell’intero progetto.
Vedi il risultato nei seguenti link: I vincitori. Storie selezionate a livello nazionale
I vincitori e le tre aree tematiche
I tre “vincitori” rappresentano, ognuno, un contenuto e un modo di raccontare che è stato ritenuto particolarmente significativo rispetto alle tre aree tematiche del premio; le stesse aree tematiche nelle quali è suddiviso l’archivio digitale di European Memories (ricordiamo che l’archivio – già da ora, a premio concluso – può continuare a ricevere storie). Anche le sette storie “Premio Speciale”, sono state scelte per il loro significato rispetto sia alla tematica, che al metodo di narrazione.
Percorsi in Europa attraverso la diversità
La prima area tematica l’abbiamo chiamata “Percorsi in Europa attraverso la diversità”. In questa sezione dell’archivio ospitiamo storie di abitanti dell’Europa nei più diversi argomenti: ricordi legati ai vari aspetti della vita, come gli affetti, il lavoro, la vita quotidiana… ma anche ricordi legati ai viaggi, alle tradizioni, ad eventi storici vissuti in prima persona.
La storia vincitrice di quest’area, NICHT SO BÖSE , in particolare, potrebbe essere inserita nella categoria “La mia storia nella storia dell’Europa”; in essa, infatti, attraverso i ricordi intimi di un ragazzo in viaggio con la sua famiglia attraverso diversi paesi europei pochi anni dopo la fine della seconda guerra Mondiale, riviviamo ciò che è stato alla base della nascita dell’Europa stessa: lo sgomento per quanto accaduto, per l’orrore infinito e l’infinita devastazione, e un desiderio di pace e riconciliazione nati proprio da questo dolore. Nella storia tutto ciò traspare attraverso una particolare esperienza personale, minima, ma impressa nitidamente nella memoria del ragazzo…
Esperienze di appartenenza all’Europa
La seconda tematica è “Esperienze di appartenenza all’Europa”. Attraverso questa sezione abbiamo voluto sollecitare il racconto di quelle esperienze che sono alla base del nostro “sentirci europei”, anche sulla scia della precedente edizione del premio, dedicata proprio al sentimento personale dell’Europa[1] . Ci è sembrato importante aprire questo capitolo, per almeno due ragioni:
- per continuare ad esplorare il “sentimento di appartenenza all’Europa” nelle sue diverse articolazioni, e per affermare come esso non sia in contrasto con altre appartenenze nazionali o culturali, ma possa convivere con esse;
- per ricordare - specie ai più giovani – che l’Unione Europea è frutto di conquiste, e nasce da un sogno di pace e coesistenza (mentre oggi ci può apparire scontata, se non ferruginosa, nei suoi apparati burocratici…).
Anche qui, la storia vincitrice, The story of a life between two colors , ha radici un po’ lontane, nella Spagna Franchista. Per alcuni dei personaggi della storia, l’opposizione ad un regime oppressivo e la ricerca di democrazia vogliono dire già “sentirsi europei”, guardare all’Europa come ad una speranza. Ma la vita non va come ci si aspetta: due persone di opposta passione politica si innamorano, e a dispetto delle radicali divergenze politiche creano una famiglia (sarà poi la figlia a raccontarne la storia). Anche questo – forse – un simbolo e metafora di quell’Europa che cerca di essere “unita nella diversità”.
Un’altra Europa è possibile, lavori in corso
La terza tematica si chiama “Un’altra Europa è possibile, lavori in corso”, e raccoglie storie di impegno sociale in Europa. Anche qui i motivi per cui abbiamo lanciato questa tematica di racconto sono diversi:
- portare l’attenzione sull’importanza di un’Europa delle persone, della democrazia e dei diritti, più che ad un’Europa del primato dell’economia;
- contribuire a dare visibilità a quelle mille storie di “azione dal basso” che spesso non sono note, e così facendo alimentare nei cittadini europei la convinzione che è possibile cooperare insieme per produrre dei cambiamenti;
- che agire insieme è quindi possibile, nonché necessario, e che tutto ciò ci restituisce un senso più pieno del vivere sociale e individuale;
- supportare la conoscenza reciproca tra chi opera per il cambiamento sociale nei diversi paesi e nei diversi ambiti.
La storia vincitrice in questa sezione è un video molto suggestivo, che racconta la storia di una comunità – in un villaggio della Bulgaria – che coopera per portare la luce nel villaggio. Questa storia ci ricorda come molte delle conquiste di cui oggi possiamo godere (non solo materiali, ma relative ai diritti), siano frutto di un lavoro comune fatto da chi ci ha preceduto, e così ci invita a recuperare un senso della socialità e dell’agire condiviso in vista di un bene comune.
Altra storia, tra i premi speciali, che rientrano in questa tematica, è il video Globall Fortress , valutato, dai giurati, particolarmente importante per il tema trattato, ossia il tema dei rifugiati, e della possibilità di creare attività di integrazione e dialogo interculturale tra migranti e popolazione locale (temi resi più pressanti oggi dall’inasprimento delle politiche di respingimento in Europa). Una storia del presente, quindi, a dimostrazione di come il racconto sia importante a fermare immagini non solo del passato, ma anche della contemporaneità…
Ma non vogliamo ora illustrare tutte le storie, le cui motivazioni troverete man mano. Ci piacerebbe invece concludere questa introduzione spendendo alcune parole per ragionare insieme sul perché è importante che gli abitanti dell’Europa, di ogni età, cultura e condizione sociale, possano preservare e condividere la loro memoria.
Le ragioni del progetto European Memories
Il racconto come forma di conoscenza
Innanzitutto crediamo che il racconto di sé sia un modo di entrare nella nostra storia recente, attraverso la forza e la vividezza dei racconti di chi ha vissuto questi eventi. Ciò avviene in diversi modi.
Attraverso i racconti possiamo infatti conoscere molti aspetti della realtà, che di solito non trovano posto nei palinsesti dei mass media o in altri mezzi di informazione; ad esempio, il racconto 1991, parla di come la riunificazione delle due Germanie abbia portato, insieme a tante conquiste, anche molte difficoltà legate alla chiusura di fabbriche, di università, e quindi la perdita di molti posti di lavoro; forse effetti collaterali di un’Europa troppo liberista? Finding a Language ci riporta invece alla realtà dei bambini che durante la seconda guerra furono inviati, dalle loro famiglie, presso altri paesi e famiglie, lontane dai luoghi del conflitto, e che impararono forse, già da allora, a vivere tra due culture…
Ma non si tratta solo di “cosa” conosciamo quanto anche di “come” conosciamo; la narrazione di sé, infatti, ci permette di entrare nella storia in una maniera diretta, emozionale, coinvolgente… certo, questa conoscenza ha bisogno sempre di essere accompagnata da saperi più organizzati e “oggettivi”, ma le storie possono essere le porte che ci invitano ad entrare in sfere delle realtà attuale e storica.
Possiamo imparare dall’esperienza?
Altra domanda cruciale è: come possiamo imparare dal passato? Sappiamo oggi è che ciò non è affatto “automatico”. Si disse – dopo gli orrori della seconda guerra mondiale – che tutto ciò non andava dimenticato, affinché non accadesse mai più. Ma altre guerre, altri genocidi hanno insanguinato l’Europa anche dopo; e le responsabilità dell’Europa in molti altri scenari dell’orrore in altre zone del pianeta non sono da meno…
Non abbiamo una risposta a tutto ciò, ma certo crediamo che affinché la memoria possa diventare occasione di conoscenza reale e di trasformazione, è necessario che intorno ad essa si creino possibilità di incontro, conoscenza, riflessione. La memoria e le pratiche di narrazione di possono essere quindi – se opportunamente proposte - occasioni educative, e di sviluppo di una coscienza del’individuo e della collettività.
Appassionarsi alla differenza…
Un aspetto molto importante di questa azione di conoscenza e di educazione che le narrazioni di sé possono svolgere oggi, è certo quello di contribuire alla conoscenza dei diversi mondi e delle diverse culture che compongono l’odierna società europea (e mondiale). La cultura delle xenofobia, della paura, del razzismo, si alimenta della non conoscenza dell’altro, della semplificazione, del pregiudizio e dello stereotipo. Incontrare l’“altro”, conoscere direttamente il suo mondo, è il modo migliore per smontare questo castello di pregiudizi, specie in un tempo - quale il nostro - in cui le identità sono sempre più fluide, meticcie, in mutamento…
Il gusto di raccontare, il piacere di partecipare…
Il progetto European Memories ha quindi l’obiettivo di contribuire a diffondere la passione del raccontarsi e il gusto dell’esplorare le diverse forme della narrazione, oggi accessibili a tutti grazie alla diffusione delle tecnologie digitali.
È questo, senz’altro, il primo passo di un viaggio, che ci può coinvolgere – allo stesso tempo – come individui e come parte di una collettività. Scoprendo che in ogni storia, compresa la propria, vi è un patrimonio di esperienze e conoscenze che possono essere condivise con altri.
Gli strumenti che il progetto ha creato
Il progetto ha realizzato, in due anni, molte attività e strumenti, che potranno permanere anche dopo il termine “ufficiale”. Tra questi ricordiamo:
- l’Archivio Digitale di memorie, European Memories, dove chi lo desideri può continuare a caricare storie in diversi formati: testi autobiografici o biografici; foto-narrazioni, video e “altri linguaggi” (racconti di vita attraverso la poesia, il fumetto, il romanzo, ecc.);
- la creazione e il rafforzamento, in diversi dei paesi partner, di attività permanenti di narrazione, come – in alcuni casi – di gruppi di “attivisti delle storie”, volontari che “accompagnano le storie nel mondo”, organizzando incontri diretti e attraverso la comunicazione via web;
- la creazione, sul portale, di una sezione sulle metodologie di narrazione, nonché un data base sulle organizzazioni in Europa che si occupano di memoria, implementabile dalle organizzazioni stesse.
Nostro desiderio è soprattutto che il progetto sia sempre più efficace nel promuovere la scrittura autobiografica e la raccolta di storie di vita - nelle varie forme offerte oggi dalla tecnologia digitale e dal web - come forma di partecipazione; incontrando l’interesse di quegli abitanti dell’Europa che desiderano lasciare una traccia di sé e un contributo ad una comune conoscenza.
(I coordinatori del progetto)
[1] Il premio “Raccontare l’Europa”, è stato realizzato nell’ambito dell’omonimo progetto, premiato dall’EAEA (Associazione Europea di Educazione degli adulti) nel 2005 come “Miglior progetto Gruntvig-2 nell’ambito della Cittadinanza Attiva in Europa”.
Cerimonia di Premiazione
Sabato 11 settembre, nel suggestivo Tempietto del Colledestro a Pieve Santo Stefano, ha avuto luogo la premiazione della seconda edizione del Concorso “Raccontare l’Europa!”.
