Photonarrations
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...Come una prua nel vento della storia
Quando si pensa al resto del mondo,si rimanda semplicemente a dei luoghi più o meno distanti che s'intravedono attraverso i media senza una reale possibilità di conoscere le esperienze di vita altrui, senza avere la reale occasione di calarsi nel vissuto di quelle società che ci vengono mostrate. Quando poi il ''lontano'' diventa una realtà presente, improvvisamente ci si ritrova faccia a faccia con persone che hanno un corpo fisico,una storia ed una cultura diversa da quella di chi osserva; allora:troppo spesso, prevale la paura di chi è altro, di chi è diverso da noi.
Под похлупака на европейската тенджера
"Под похлупака на европейската тенджера" събра полезното с приятното. Насочена е към традициите в кухнята на европейските народи и към прагматизма, който е без граници /географски, религиозни, социални, политически.../.
Децата откриха, че националният календар е сплит от многообразието в поминъка, жилището, облеклото, празниците и обичаите, вярванията, игрите... и разбира се в КУХНЯТА. Откриха,че трапезата събира хората в делник и най-вече в празник. В етнокултурната специфика на българската кухня откриха контакти и взаимно влияние на традиции в кухните на други народи и толерантността и прагматизмът са "размили" в добрия смисъл националната принадлежност на любими, дори основни кулинарни изкушения...
Така се роди идеята да организираме едно кулинарно шоу и да подредим рецептурник с 27 знакови рецепти за 27-те страни от европейското ни семейство.
Потърсихме и намерихме партньори /стари приятели/ - "Европа - директно" и Международния колеж по туризъм. Първите финансираха шоуто и издаването на рецептурника, а Международния колеж беше своеобразен домакин на инициативата ни.
Приготвихме италиански спагети, холандски хутспот, испанска паеля, английски кейк за чай и накрая завършихме, разбира се с българска шопска салата. Така нашият УЕК направи своя разказ за Европа – многоообразна и в същото време доста унифицирана.
raccolgo sassi
E' un sogno ad occhi aperti indotto da sassi raccolti in riva all'adriatico a San Vito Chietino, sulla Costa dei Trabocchi in Abruzzo
A Mani LIbere
-Questa raccolta di racconti, vignette, interviste è una delle semplici, ma eloquenti attività del museo della ndrangheta e per questo rappresenta con immediatezza l’essenza del Museo stesso. Un centro che, se ha avviato la catalogazione e documentazione di materiali sulla ndrangheta da accogliere all’interno della sua struttura fisica o mira a estendersi sul territorio secondo la nuova museologia diffusa, allo stesso tempo è proiettato fuori da sé in attività pratiche che lo rendono potente collegamento tra tante istituzioni e parti sociali. A lavorare “con il museo” prima fra tutte la scuola, i cui soggetti –gli studenti- sono stati resi protagonisti di un percorso verso la conoscenza oggettiva della realtà, esplicito obiettivo del Museo della ‘ndrangheta
(dalla prefazione)
La Terra Promessa. Viaggio nella Lotta dei Sem Terra
Sono le prime ore di un caldissimo pomeriggio di agosto nell’assentamento Vila Esperança; fuori dalla sua capanna, Antonio è chino su una mappa dell’appezzamento; ci racconta le storie di lotta dell’accampamento in cui vive da anni con la sua famiglia. Descrive i luoghi, ci illustra i confini specificando date e nomi a noi sconosciuti, eppure le storie che narra sembrano scene già viste, rimandi a qualcos’altro di familiare anche
se indefinito. A poco a poco realizzo quello di cui sta parlando Antonio: al di là della specificità della battaglia dell’assentamento le sue parole narrano la lotta antica tra le due anime dell’Uomo, quella lotta per l’esistenza che è una contraddizione perché non ha altri argomenti che l’esistenza stessa, ed è contronatura perché porta in sé il seme dell’autodistruzione.
CASA LUZZI, VIVE !!!!
"Invisibili, precari nella vita e nel lavoro. Braccia da sfruttare nei cantieri e nei mercati, badanti senza contratto alcuno ...."Adrian, Jon, Joana, il cane Bobbi; Diop, Cristi, Eusebio; Gheorghe, Adil, Vieri, Mao, Giana e tanti tanti altri. Abitano tutti al Luzzi, grande struttura ospedaliera fiorentina, da anni abbandonata all’incuria ed al degrado. Uno stabile enorme, attualmente occupato da circa trecento immigrati provenienti da diversi paesi del mondo e dal Movimento di Lotta per la Casa di Firenze. Un’occupazione, quella del Luzzi che, da maggio 2006, ha destato non poche polemiche e preoccupazioni ma anche interesse, curiosità e solidarietà. “Casa Luzzi”, cosi viene chiamata, oggi è una vera e propria “comunità” multietnica.
Luoghi Resistenti
Luoghi Resistenti è una mostra nata per dare visibilità all'Italia che dice no. I 24 pannelli della mostra raccontano con un percorso di immagini e testi le lotte contro gigantesche e inutili infrastrutture: Tav, Mose, ponte sulo stretto. Le lotte contro le logiche di guerra: Dal Molin, F35 a Cameri, il sistema delle basi Usa/Nato in tutto il territorio. Le lotte contro le fabbriche inquinanti a Marghera, a Ponte San Pietro, a Casale Monferrato. Le lotte contro le forsennate politiche energetiche: No Coke a Civitavecchia, No Offshore Livorno-Pisa, No Turbogas ad Aprilia, No Triv a Noto. E poi le battaglie sulle gestione dei rifiuti in Campania, per la difesa dell'acqua pubblica e altre ancora.
Queste storie raccontano l'attacco organizzato al bene comune, il disprezzo delle regole, il sistema delle collusioni e l'abile ignavia dei governi locali. Raccontano le esperienze di gente comune che è riuscita a trasformare battaglie locali in questioni nazionali e, al tempo stesso, raccontano anche un modo nuovo di fare politica che mette in rete intelligenze, produce cultura, costruisce identità e valorizza la partecipazione, collegando la difesa del terrirorio a nette prese di posizione rispetto a un diverso modo di intendere la parola "sviluppo".
Madri della pace, operaie di speranza
Turchia. È dal 1996 che si sente parlare delle madri della pace, movimento pacifista che prende vita come nettare vergine e vivo dagli aspetti tragici di una guerra che da anni va avanti. Queste donne sono le madri e le mogli dei guerriglieri del PKK, il Partito dei lavoratori curdi, caduti sulle montagne del Kurdistan. Le madri della pace oggi sono simbolo di resistenza, lottano con più determinazione e coraggio perché portano sulla propria pelle i segni indelebili di una guerra feroce.
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