Sapori
– Femmine! E’ ‘rrivata! E’ ‘rrivata Pepparella! – annunciava una voce per la via.
Pepparella ogni tanto capitava lì ‘o vicolo do Pidocchio per vendere a domicilio le frattaglie, messe in bella mostra dentro un capiente capistero. Le massaie si affrettavano a comprarle per poter accontentare i familiari con pasti economici, ma gustosi e nutrienti, come la trippa al sugo, insaporita con la menta romana, le animèlle fritte, la coratella con la cipolla, la pajjata al forno e i dolci sanguarèlli e budellucce.
L‟arrivo di Pepparella era atteso, in genere, a metà settimana. L‟anziana donna passava a prendere le interiora giù ‘a Mmazzatora, dove lavorava il figlio, cercando di raccapezzare sempre qualcosa per le clienti più fedeli. Così, con il ricavato della vendita, arrotondava le magre risorse di vedova.
Il profumo delle frattaglie cucinate si insinuava da una finestra all‟altra, sicché era facile rivelare ai vicini le pietanze della cena.
I commensali adulti, ormai satolli, infuocati dal peperoncino e da un bicchiere di rosso, si predisponevano con il ventre tirato al riposo notturno, fra grasse eruttazioni e propositi goderecci.
– Ahó, stasera ho propio scialato! –
– Ah sì, io pure! Pe’ nun parlà de quello che verrà doppo…èh, 50 Rosinè? E chi sta mejjo de noi? – esclamò sornione Romoletto, più rotondo del solito.
– Tu stai sempre a penzà...lì, èh! – gli rispose la moglie.
– E a che devo penzà? Gnente gnente a ‘o lavoro? Penzo a...a te, Rosinella mia! – così dicendo, allungò le mani per palparla.
Gratificarsi con il mangiare significava dare più gusto alla vita, ad una vita peraltro, faticosa e scialba.
I cibi, seppure freschi e genuini, erano sempre gli stessi, ovvero legumi, minestre con il lardo, broccoli, baccalà, aringhe e patate, quest‟ultime, accompagnate, talvolta dall‟allesso.
Uno tra gli alimenti preferiti, soprattutto nelle fredde serate invernali, era il latte, consumato caldo con il miele, per lenire raffreddori e tossi o con il pane in una zuppa zuccherata. Il latte si comprava da Peppona ‘a lattarola, in una botteguccia a piano terra dove, verso sera, era un continuo viavai.
Add a Comment
Log in or create a user account to comment.