Abitare le storie
Abitare le storie è l’intreccio di storie di quartiere, di individui, di gruppi, di servizi, di abitanti, di persone escluse o autoescluse, di partecipanti alla vita pubblica, di personaggi famosi, di persone comuni, di avvenimenti storici, di eventi quotidiani.
Le tematiche sono quindi varie: dalla storia di un gruppo di vigili del fuoco, ad una storia di guarigione; dal racconto di uno scrittore contemporaneo a quella di un operatore della salute mentale; dal resoconto di un convegno sul tema al rapporto di un ente; dall’esperienza di guerra alle tradizioni da salvare; dalla storia di uno a quella di tutti.
Ma Abitare le storie è una lotta quotidiana per il riconoscimento di diritti; per la ricerca di un lavoro e di un permesso di soggiorno, di una autorizzazione e di un tavolo per scrivere, di fondi, di pace interiore, di una casa, di scientificità, di momenti di spensieratezza e divertimento, di riconoscimenti e divulgazione. Non è possibile rendere le fatiche e gli entusiasmi, le vicende personali che nel frattempo entravano nella nostra storia e in quella del progetto stesso, gli impedimenti burocratici o le risorse inattese, le riflessioni continue e gli aggiustamenti. Anche questi temi sono stati comunque oggetto di narrazione.
I luoghi che fanno da sfondo, e nello stesso tempo sono l’oggetto stesso della ricerca, sono quelli dei quartieri romani Delle Vittorie, Prati, Trionfale e Borgo. Zone diverse, ma tutte nate dagli storici “Prati di Castello”. Tanti i monumenti, tanti gli avvenimenti nella storia: Castel S. Angelo, la Basilica di S. Pietro, spina di Borgo smantellata per la costruzione di via della Conciliazione, l’osservatorio romano, il campo della prima partita della Lazio, le sedi RAI, il confinante Vaticano, la vicenda di Monti e Tognetti, il boia mastro Titta, Teresa Gullace.
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