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Vittoria De Cecco

La casa racconta di me

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La casa racconta di me

LA CASA RACCONTA DI ME
Lei mi ha capito e amato da quando, piccolissima mi esplorava in ogni recesso. Lei non si limitava ad abitare le mie grandi stanze del piano nobile. E’ venuta nelle cantine, ha aperto le porte dei sottoscala, ha cercato nelle soffitte, scavalcando travi e capriate, per conoscere di me anche l’estradosso delle volte.
Ha trovato, ha scoperto i miei segreti.
Nelle soffitte sottotetto, non nella soffitta abitabile dove una grande cucina permetteva di fare il sapone e bollire le bottiglie di pomodoro senza sconvolgere l’andamento normale della vita famigliare, nel sottotetto dunque, solo lei è stata capace di ritrovare, dopo più di un secolo, la cassetta delle carte storiche.
Lei veniva, soprattutto d’estate, perché in soffitta poteva pasticciare con i colori, con la creta, perfino con mazzuola e scalpello per scolpire le pietre della Majella, ma era curiosa e metteva il naso negli scaffali polverosi, nei bauli chiodati, nelle vecchie casse.
A lei piaceva far rivivere gli oggetti che erano stati eliminati dalla vita corrente, ma, poiché i miei spazi erano, si può dire, illimitati, anziché buttarli, li avevano deportati nelle mie infinite cantine o nei sottotetti.
Anche io mi sentii emozionata quando scoprì quelle carte. Io c’ero, anzi si può dire che allora sono diventata più importante, io c’ero quando don Vincenzo, dando ascolto al figlio impegnò tutti i suoi averi per formare il battaglione realista. Come poteva rifiutarsi, quando la Regina Carolina in persona, lo invitava a darsi da fare per il trono!
Don Vincenzo mi aveva trasformato, da un insieme di case modeste, nel palazzo che sono adesso, con tanto di timbro delle belle arti. Don Vincenzo ha chiamato un grande pittore, per decorare le sale che ha fatto costruire ampliandomi e rinnovandomi.
Grande sì don Vincenzo, ma i tempi che vennero non furono fortunati per lui. Anzi i discendenti, a lungo si vergognarono delle sue scelte realiste.
I nipoti erano influenzati dall’innesto con i giacobini di don Pasquale, e nella sala che don Vincenzo ha voluto, i nipoti hanno messo il busto di don Pasquale, perché di lui erano fieri!
Ma lei, la piccola, ha ritrovato le carte, quelli che abitano qui adesso, capiscono il valore della storia, e le grandezze di don Vincenzo possono tornare alla luce, e contribuire alla ricerca storica.


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racconta, me, casa

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