IL MIO GRAND TOUR
A brief passage of the story for the readers
Non un diario ma l’accenno a una esperienza personale vissuta a cavallo
di un decennio (1992 – 2002) in cui ho avuto occasione di provare emozioni che anche molti personaggi famosi del’ 700 e dell’ ’800, provenienti soprattutto dal nord Europa, hanno intensamente vissuto a contatto con le bellezze artistiche, archeologiche e naturalistiche della Roma “caput mundi” lasciandone suggestive testimonianze.
Romano di nascita, sin dagli anni della gioventù sono sempre rimasto affascinato dagli scorci più appariscenti e imponenti della Roma antica, dalle architetture, dagli impatti scenografici, ma soprattutto da quella magica atmosfera immanente che incantò quei grandi viaggiatori e che – ad un sensibile e attento osservatore – la città riesce ancora a trasmettere. Attimi dell’oggi in cui rivivono, quasi intatti, gli attimi dei secoli consumati.
Il mio sguardo ammirato e il pensiero rivolto al passato mi ricollegano a sorgenti a me note da tempo: gli scritti, le lettere, i documenti, i dipinti dei personaggi che avevano subito il fascino di una Città il cui solo nome evocava le radici di un grande passato al quale non era rimasta certo estranea l’intera Europa.
Goethe, About, Andersen, Stendhal, Shelley e tanti altri vissero le loro esperienze in Italia ed in particolare a Roma, meta preferita per rivivere un mito, per un completamento ideale della loro formazione culturale, per riscoprire un anello di congiunzione fra la nostra cultura e quella dei loro Paesi.
di un decennio (1992 – 2002) in cui ho avuto occasione di provare emozioni che anche molti personaggi famosi del’ 700 e dell’ ’800, provenienti soprattutto dal nord Europa, hanno intensamente vissuto a contatto con le bellezze artistiche, archeologiche e naturalistiche della Roma “caput mundi” lasciandone suggestive testimonianze.
Romano di nascita, sin dagli anni della gioventù sono sempre rimasto affascinato dagli scorci più appariscenti e imponenti della Roma antica, dalle architetture, dagli impatti scenografici, ma soprattutto da quella magica atmosfera immanente che incantò quei grandi viaggiatori e che – ad un sensibile e attento osservatore – la città riesce ancora a trasmettere. Attimi dell’oggi in cui rivivono, quasi intatti, gli attimi dei secoli consumati.
Il mio sguardo ammirato e il pensiero rivolto al passato mi ricollegano a sorgenti a me note da tempo: gli scritti, le lettere, i documenti, i dipinti dei personaggi che avevano subito il fascino di una Città il cui solo nome evocava le radici di un grande passato al quale non era rimasta certo estranea l’intera Europa.
Goethe, About, Andersen, Stendhal, Shelley e tanti altri vissero le loro esperienze in Italia ed in particolare a Roma, meta preferita per rivivere un mito, per un completamento ideale della loro formazione culturale, per riscoprire un anello di congiunzione fra la nostra cultura e quella dei loro Paesi.
